Il trashware (derivato dalla parola inglese trash, spazzatura) è la pratica di recuperare vecchio hardware, mettendo insieme anche pezzi di computer diversi, e di renderlo nuovamente funzionante ed utile.

Parte integrante del trashware è l'installazione di software libero sul sistema, ad esempio il sistema operativo GNU/Linux, per portare avanti lo spirito di libertà dell'iniziativa ed essendo un “Sistema Operativo leggero”, perfettamente funzionante anche su “vecchi PC”.

Il materiale recuperato (pc e sua componentistica) viene consegnato e/o regalato a persone, scuole, organizzazioni noprofit, economicamente svantaggiate, in particolar modo legandolo ad iniziative che tentano di colmare il divario digitale (digital divide), ossia la differenza di mezzi a disposizione tra chi è informaticamente alfabetizzato e chi ancora non lo è, tra chi ha la possibilità economica di acquistare nuovi PC e chi invece questa possibilità non ce l'ha, per un pluralismo informatico.

Recuperare “vecchi PC” e loro “componentistica” (monitor, stampanti, tastiere, mouse ed altre periferiche) che sono classificati come “rifiuti pericolosi”, significa fare dei “passi in avanti” sulla questione dello smaltimento dei computer che oggi hanno enormi ricadute sociali.

Pertanto, rivolgiamo questa nostra iniziativa a tutti coloro (aziende, privati, PA, scuole) che possiedono dei PC e loro componetistica destinati al “macero”, chiedendo cortesemente di contattarci, affinchè possiamo recuperare il recuperabile e donare questi PC a chi è economicamente svantaggiato.

Ecco alcuni esempi di possibile utilizzo e ridestinazione di questi “PC recuperati”:

  • Donare questi computer alle scuole che ancora non dispongono di questi strumenti: un computer in una scuola aiuterebbe gli alunni ad apprendere le basi dell'informatica.
  • Creare postazioni internet accessibili gratuitamente all'interno dei Comuni: per esempio all'interno di una biblioteca comunale o di un internet point comunale.
  • Donare i PC recuperati tramite un bando pubblico a persone economicamente svantaggiate, per diminuire il divario di informatizzazione e digitalizzazione tra i cittadini.